{"id":4466,"date":"2019-01-04T06:00:27","date_gmt":"2019-01-04T05:00:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cantinanegrar.com\/muretti-a-secco-durante-un-corso-di-restauro-realizzato-in-collaborazione-con-cantina-valpolicella-negrar-ritrovata-unantica-stele-romana-2"},"modified":"2024-01-11T11:42:22","modified_gmt":"2024-01-11T10:42:22","slug":"muretti-a-secco-durante-un-corso-di-restauro-realizzato-in-collaborazione-con-cantina-valpolicella-negrar-ritrovata-unantica-stele-romana-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cantinanegrar.com\/it\/muretti-a-secco-durante-un-corso-di-restauro-realizzato-in-collaborazione-con-cantina-valpolicella-negrar-ritrovata-unantica-stele-romana-2","title":{"rendered":"Muretti a secco, durante un corso di restauro realizzato in collaborazione con Cantina Valpolicella Negrar, ritrovata un&#8217;antica stele romana"},"content":{"rendered":"<p>Eccezionale scoperta archeologica in Valpolicella: in localit\u00e0 <strong>San Giorgio<\/strong>, \u00e8 stata trovata una <strong>stele di epoca romana<\/strong>, davvero una rarit\u00e0 per la zona, che conta pochi ritrovamenti del genere e che ha gi\u00e0 destato l&#8217;interesse di <strong>Universit\u00e0 e Soprintendenza di Verona<\/strong>. Il frammento di epigrafe, che porta incisa la parola<strong> &#8220;Aqua&#8221;,<\/strong> si trovava tra le pietre che componevano un <strong>tratto di muro a secco crollato<\/strong>, oggetto di una l<strong>ezione pratica del corso di recupero delle murature in pietra a secco in Valpolicella<\/strong>, organizzato dall<strong>&#8216;Istituto Salesiano San Zeno<\/strong> &#8211; Scuola del marmo di Sant&#8217;Ambrogio della Valpolicella (Issz) e riconosciuto dalla <strong>Regione del Veneto<\/strong>, con il sostegno, tra gli altri, di <strong>Cantina Valpolicella Negrar &#8211; La Scuola nel Vigneto<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Conservata nell&#8217;antiquarium di San Giorgio in attesa che venga studiata<\/strong>. &#8220;<em>Dopo le analisi preliminari dell\u2019Universit\u00e0 di Verona e della Soprintendenza, dal tipo di iscrizione possiamo presumere che la stele servisse a indicare <strong>un luogo in cui si trovava dell&#8217;acqua<\/strong>, oppure che potesse indicare la <strong>propriet\u00e0 della sorgente<\/strong>, lo sapremo meglio dopo che gli studiosi l&#8217;avranno analizzata<\/em>&#8220;, spiega l&#8217;architetto <strong>Michele Moserle<\/strong>, coordinatore e docente del corso, nonch\u00e9 membro <strong>Itla<\/strong>, sezione italiana dell&#8217;Alleanza mondiale per i paesaggi terrazzati. Che, trovandosi sul luogo al momento del ritrovamento da parte degli allievi del corso, dopo averlo segnalato alla Soprintendenza, ha trasportato con molta cura la pesante stele all&#8217;interno dell&#8217;<strong>antiquarium di San Giorgio<\/strong>, grazie alla volont\u00e0 espressa dalla <strong>proprietaria del terreno di concederla in comodato d&#8217;uso alla struttura museale<\/strong>. L&#8217;Issz realizzer\u00e0 a breve una <strong>copia in pietra del reperto storico<\/strong>, che sar\u00e0 collocata in una nicchia appositamente predisposta nel muro a secco in avanzata fase di recupero grazie al corso, che sar\u00e0 ultimato entro i primi mesi del 2019.<\/p>\n<p><strong>Nuovo corso a Primavera 2019<\/strong>. &#8220;<em>I muretti a secco della Valpolicella sono secolari e, a saperli leggere, rivelano la <strong>storia di un territorio e della sua gente<\/strong>. Un tempo si riutilizzava tutto e dunque anche la preziosa stele romana \u00e8 servita a comporre un pezzo di muretto a secco<\/em>&#8220;, afferma <strong>Anna Trevisani<\/strong>, dell&#8217;Istituto Salesiano San Zeno e docente del corso. Che rivela come il recente <strong>riconoscimento a patrimonio immateriale dell&#8217;umanit\u00e0 Unesco<\/strong> dell\u2019arte costruttiva dei muretti a secco abbia acceso l&#8217;i<strong>nteresse non solo di agricoltori e appassionati, ma anche di giovani edili,<\/strong> che vogliono in questo modo aumentare la loro professionalit\u00e0. Per questo, la prossima Primavera, l&#8217;<strong>Issz riproporr\u00e0 il corso, in collaborazione con Cantina Valpolicella Negrar, in forma ridotta di 32 ore<\/strong> (4 sabati per 8 ore al giorno), in modo da agevolare la partecipazione di chi lavora (informazioni scuolarestauro@sanzeno.org tel. 045-8070121).<\/p>\n<p><strong>Muretti a secco, patrimonio Unesco, determinanti per il successo vitivinicolo, anche futuro, della Valpolicella<\/strong>. &#8220;<em>Intendiamo proseguire la collaborazione con Cantina Valpolicella Negrar, che \u00e8 stata di grande supporto nella realizzazione del corso<\/em>&#8220;, specifica la docente. Oltre al contributo economico fornito dalla cantina nell&#8217;ambito de La Scuola nel vigneto<strong>, Claudio Olibon<\/strong>i, tecnico di campagna della cantina, ha fornito ai corsisti una panoramica storico-geografica del territorio, spiegando, tra l&#8217;altro, come in Valpolicella i <strong>terrazzamenti abbiano sempre consentito al territorio di esprimere il meglio di s\u00e9, mantenendo occupazione, reddito, vivibilit\u00e0, ospitalit\u00e0, bellezza<\/strong>. E che la buona sistemazione del suolo con terrazzamenti, diventer\u00e0 <strong>sempre pi\u00f9 importante per far fronte ai futuri scenari legati al cambiamento climatico<\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Eccezionale scoperta archeologica in Valpolicella: in localit\u00e0 San Giorgio, \u00e8 stata trovata una stele di epoca romana, davvero una rarit\u00e0 per la zona, che conta pochi ritrovamenti del genere e che ha gi\u00e0 destato l&#8217;interesse di Universit\u00e0 e Soprintendenza di Verona. 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