{"id":4633,"date":"2020-10-17T05:00:03","date_gmt":"2020-10-17T03:00:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cantinanegrar.com\/le-colline-terrazzate-della-valpolicella-classica-verso-il-riconoscimento-di-paesaggio-rurale-storico"},"modified":"2024-01-11T11:43:55","modified_gmt":"2024-01-11T10:43:55","slug":"le-colline-terrazzate-della-valpolicella-classica-verso-il-riconoscimento-di-paesaggio-rurale-storico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cantinanegrar.com\/it\/le-colline-terrazzate-della-valpolicella-classica-verso-il-riconoscimento-di-paesaggio-rurale-storico","title":{"rendered":"Le Colline Terrazzate della Valpolicella Classica verso il riconoscimento di Paesaggio rurale storico"},"content":{"rendered":"<p>&#8220;La superficie occupata dal <strong>paesaggio storico<\/strong> &#8211; un&#8217;area di <strong>6.395,49 ha che ricopre sostanzialmente l&#8217;area collinare della Valpolicella<\/strong> &#8211; \u00e8 <strong>superiore al 50 per cento<\/strong>, dunque la <strong>domanda di candidatura delle Colline Terrazzate della Valpolicella Classica<\/strong> a entrare nel &#8220;<em><strong>Registro nazionale dei paesaggi rurali storici, delle pratiche agricole e delle conoscenze tradIzionali<\/strong><\/em>&#8221; \u00e8 stata <strong>accolta dal Ministero<\/strong> delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali (MIpaaf), che far\u00e0 i <strong>sopralluoghi di verifica<\/strong> e poi, confidiamo <strong>nel 2021<\/strong>, ci auguriamo di <strong>ottenere l\u2019iscrizione<\/strong>&#8220;. A riassumere il felice esito della prima importante tappa del percorso iniziato circa 3 anni fa, coordinato dall&#8217;architetto veronese Chiara<strong> Zanoni<\/strong>, \u00e8<strong> Renzo Bighignoli<\/strong>, presidente di<strong> Cantina Valpolicella Negrar<\/strong>, capofila del progetto che vede coinvolti anche le<strong> amministrazioni di Negrar, Marano, Fumane, San Pietro e Sant\u2019Ambrogio<\/strong>, il <strong>Dipartimento di Economia Aziendale dell\u2019l\u2019Universit\u00e0 di Verona<\/strong> e il<strong> GAL Baldo Lessinia<\/strong>. Se ne \u00e8 parlato nel corso dell&#8217;incontro on line tenutosi lo scorso 12 ottobre, seguito da oltre 200 persone e moderato da Fabio <strong>Piccoli<\/strong>, direttore di Wine Meridian.<\/p>\n<p><strong>Un lavoro sinergico<\/strong>, &#8220;svolto senza campanilismi e come momento di riflessione sul territorio, sulla scia dell&#8217;avvenuta iscrizione al Registro degli alti pascoli della Lessinia&#8221;, ha riconosciuto<strong> Ermanno Anselmi<\/strong>, presidente del<strong> GAL Baldo Lessinia<\/strong>, concetto ribadito da<strong> Roberto Grison<\/strong>, <strong>sindaco di Negrar<\/strong>, che ha confermato la <strong>comunione di intenti tra pubblico e privato<\/strong> nel salvaguardare un <strong>territorio unico che suscita orgoglio ma che richiede altres\u00ec grande impegno<\/strong>. Andrea <strong>Turato<\/strong>, architetto (Patchworkstudio, Padova) ha posto come inizio della <strong>valutazione storico-ambientale<\/strong>, svolta insieme a Viviana<strong> Ferrario<\/strong>, geografa, professore associato, Universit\u00e0 Iuav di Venezia, gli<strong> anni 1954\/55<\/strong> in cui \u00e8 avvenuta la <strong>grande trasformazione agricola italiana attraverso la meccanizzazione<\/strong> e si sono avute le <strong>prime immagini fotografiche aeree del suolo<\/strong>, quindi anche di quello della Valpolicella, di cui sono stati esaminati gli usi: bosco o macchia, vigneto tradizionale a pergola, arborati, terrazzato, vigneto industriale a spalliera, ritocchino, seminativi semplice, oliveto o frutteto, prato opascolo, coltura promiscua, edificato e strade, parco o giardino. <strong>Chiara Mattiello del Consorzio del Soave<\/strong>, ha sottolineato la <strong>grande visibilit\u00e0 mondiale<\/strong> ottenuta dopo i riconoscimenti internazionali alle Colline del Soave, primo territorio in Italia ad essere riconosciuto Paesaggio Storico Rurale e successivamente anche Patrimonio Agricolo Globale della FAO.<\/p>\n<p><strong>Vino esempio di diversit\u00e0 bioculturale perch\u00e9 d\u00e0 valore al rapporto di lungo periodo tra uomo e ambiente<\/strong>. Obiettivo del Registro, infatti, \u00e8 quello di valorizzare il<strong> paesaggio rurale come valore aggiunto non riproducibile dalla concorrenza<\/strong> in quanto luogo di conservazione di <strong>pratiche agricole storiche parte integrante del territorio<\/strong>, considerate il modello di agricoltura sostenibile che si cerca oggi nel mondo di promuovere. Lo ha ricordato <strong>Mauro Agnoletti,<\/strong> professore associato Dagri (Dipartimento Scienze e Tecnologie Agrarie, Alimentari, Ambientali e Forestali), Universit\u00e0 di Firenze, coordinatore del progetto per la creazione del Registro, che oggi conta<strong> 24 paesaggi iscritti e altri 17 in lista d&#8217;attesa<\/strong>. Agnoletti ha riferito come la maggior parte degli<strong> italiani non conoscano il valore del loro paesaggio rurale<\/strong> nonostante le sue importanti ricadute economiche, ambientali e sociali e che \u00e8 necessario fare una &#8220;<strong>ricostruzione culturale e recuperare questa memoria persa<\/strong>&#8220;, perch\u00e9 utilit\u00e0 e bellezza, dati per scontati, sono oggi fondamentali per misurarsi nella competitivit\u00e0 globale. Concludendo, ha affermato come il <strong>paesaggio agricolo abbia sempre avuto un ruolo marginale<\/strong> ma che oggi c&#8217;\u00e8 una nuova sensbilit\u00e0 e che gli sar\u00e0 dedicata una sessione nell&#8217;ambito della 2020 UNISCAPE International Conference organizzata a Firenze dal 16 al 17 ottobre 2020 per celebrare i vent&#8217;anni dalla firma della <strong>Convenzione Europea del Paesaggio<\/strong>, avvenuta a Firenze il 20 ottobre 2000.<\/p>\n<p><strong>Enoturismo, sempre pi\u00f9 determinante considerare il &#8220;winescape&#8221;<\/strong>, vale a dire l&#8217;insieme delle componenti che determinano il gradimento di una regione vinicola da parte del visitatore. Ne ha parlato<strong> Roberta Capitello<\/strong>, professore associato, Dipartimento di Economia Aziendale, Universit\u00e0 degli Studi di Verona che tra i risultati dello studio da lei condotto insieme ad alcuni colleghi e laureandi pone il <strong>paesaggio al top delle preferenze<\/strong>, insieme a <strong>unicit\u00e0 del vino e della cantina<\/strong>. L&#8217;elemento emergente primario del paesaggio \u00e8 la<strong> strada di campagna<\/strong>, seguito da vigneti a pergola, marogne &#8211; i muretti a secco della Valpolicella Classica &#8211; e case rurali. L&#8217;impatto positivo di un bel paesaggio influisce cos\u00ec tanto sulla <strong>soddisfazione dell&#8217;enoturista da spingerlo a pagare di pi\u00f9 il servizio offerto<\/strong> (da 20 centesimi sino ad 1 euro). La <strong>vista \u00e8 il senso che maggiormente produce desiderio e aspettativa<\/strong> e dunque il consumatore, sempre pi\u00f9 evoluto, sa riconoscere un bel paesaggio da uno brutto anche secondo <strong>Diego Tomasi<\/strong>, I\u00b0 ricercatore presso il Centro di Ricerca per la Viticoltura e l\u2019Enologia di Conegliano (CREA-VE), che ricorda come un<strong> sito diventi luogo quando la presenza dell&#8217;uomo gli d\u00e0 un&#8217;anima e una memoria,<\/strong> citando per bellezza ed eleganza le <strong>contr\u00e0<\/strong>, la cui armonica visione suscita negli enoturisti stati d&#8217;animo positivi trasferiti nell&#8217;assaggio del vino.<\/p>\n<p><strong>Accordini: &#8220;Necessit\u00e0 di distinguere chiaramente fra IL vino Valpolicella e LA Valpolicella storica o classica&#8221;,<\/strong> afferma l&#8217;enologo e dg della cantina cooperativa negrarese. Che aggiunge: &#8220;Dal progetto di candidatura \u00e8 emerso in modo chiaro ed evidente com<strong>e la Valpolicella storica<\/strong>, a partire dal nome citato nei testi fin dal XII sec., dai suoi confini geografici, dalle tradizioni, <strong>\u00e8 quella Classica<\/strong> e, questa, quindi,<strong> non deve essere confusa con il nome di un vino o una zona di denominazione<\/strong>. I vigneti che la occupano sono in prevalenza a &#8220;<strong>carattere artigianale, il 92,5% cento di essi ha un&#8217;estensione inferiore ai 10 ha<\/strong>&#8220;, ha riferito <strong>Diego Tomasi<\/strong>, ed<strong> ogni vigneto parla della persona che lo coltiva<\/strong>. Dobbiamo perci\u00f2 <strong>recuperare la memoria storica e l&#8217;esperienza di chi ci ha preceduto<\/strong>, perch\u00e9 l&#8217;Amarone apprezzato in tutto il mondo deve il suo successo alle<strong> intuizioni e al saper fare dei nostri padri<\/strong> &#8211; dalla <strong>vendemmia a mano<\/strong>, al tipico processo dell\u2019<strong>appassimento<\/strong> delle uve autoctone che qui trae le sue origini, ai <strong>terrazzamenti<\/strong> -. Senza per questo rinnegare l&#8217;evoluzione della tecnica. Questo \u00e8 quanto <strong>ci sta a cuore e che ci ha fatto impegnare come capofila<\/strong> in questo progetto ambizioso e necessario, che deve portare maggior consapevolezza e chiarezza riguardo a questi temi. Perch\u00e9 occorre mettere le basi oggi per saper <strong>prendere decisioni e agire con rispetto e consapevolezza in futuro<\/strong>&#8220;. Chiosa il<strong> presidente Bighignoli<\/strong>: &#8220;Dal 1933 rappresentiamo in quanto cooperativa numerose famiglie &#8211; oggi i soci sono <strong>230 per oltre 700 ha di vigneto<\/strong> in prevalenza collinare &#8211; con il loro insieme di pratiche e saperi tradizionali. Riteniamo fondamentale quindi, anche con questo progetto, <strong>rimettere l\u2019agricoltura al centro dell\u2019interesse, non solo economico, ma anche culturale<\/strong>&#8220;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;La superficie occupata dal paesaggio storico &#8211; un&#8217;area di 6.395,49 ha che ricopre sostanzialmente l&#8217;area collinare della Valpolicella &#8211; \u00e8 superiore al 50 per cento, dunque la domanda di candidatura delle Colline Terrazzate della Valpolicella Classica a entrare nel &#8220;Registro nazionale dei paesaggi rurali storici, delle pratiche agricole e delle conoscenze tradIzionali&#8221; \u00e8 stata accolta [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":3592,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[24],"tags":[],"class_list":["post-4633","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-info-comunicazioni"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cantinanegrar.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4633","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cantinanegrar.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cantinanegrar.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cantinanegrar.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cantinanegrar.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4633"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.cantinanegrar.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4633\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4907,"href":"https:\/\/www.cantinanegrar.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4633\/revisions\/4907"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cantinanegrar.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3592"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cantinanegrar.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4633"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cantinanegrar.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4633"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cantinanegrar.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4633"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}