{"id":4739,"date":"2023-06-20T13:27:25","date_gmt":"2023-06-20T11:27:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cantinanegrar.com\/ricerca-scientifica-a-servizio-del-territorio-leit-motiv-del-premio-vivi-la-valpolicella-in-onore-di-marco-accordini"},"modified":"2024-01-11T11:45:05","modified_gmt":"2024-01-11T10:45:05","slug":"ricerca-scientifica-a-servizio-del-territorio-leit-motiv-del-premio-vivi-la-valpolicella-in-onore-di-marco-accordini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cantinanegrar.com\/it\/ricerca-scientifica-a-servizio-del-territorio-leit-motiv-del-premio-vivi-la-valpolicella-in-onore-di-marco-accordini","title":{"rendered":"Ricerca scientifica a servizio del territorio leit motiv del \u201cPremio Vivi la Valpolicella in onore di Marco Accordini\u201d"},"content":{"rendered":"<p>\u201c<em>Marco era un figlio della Valpolicella<\/em>\u201d. Con queste sentite parole <strong>Daniele Accordini<\/strong>, dg ed enologo di Cantina Valpolicella Negrar, visibilmente commosso, ha ringraziato lo scorso 8 giugno nella sala convegni della coop vinicola negrarese, <strong>Renzo Bighignoli<\/strong>, presidente di<strong> Cantina Valpolicella Negrar<\/strong>, <strong>Matteo Piancastelli<\/strong> di <strong>Valpolicella Benaco Banca<\/strong> e l&#8217;associazione<strong> Vivi la Valpolicella<\/strong>, nelle persone del presidente <strong>Gianfranco Damoli<\/strong> e del vice presidente<strong> Silvano Zampini<\/strong>, per aver <strong>intitolato al figlio ventiseienne, professionista del vino e imprenditore agricolo, tragicamente scomparso sul lavoro a 26 anni un anno fa, il 21 giugno 2022, il \u201cPremio Vivi la Valpolicella in onore di Marco Accordini<\/strong>\u201d, svoltosi per la XXI^ edizione. \u201c<em>E&#8217; un&#8217;intitolazione che vuole rinnovare il ricordo della passione, della competenza e dell\u2019impegno da lui profusi nei confronti del nostro territorio, e che lo riconosce ufficialmente come simbolo di quella Valpolicella che vive di entusiasmo, di progetti e di nuove visioni<\/em>\u201d, ha affermato <strong>Bighignoli<\/strong>.<\/p>\n<p>Di una <strong>Valpolicella viva in tutte le sue realt\u00e0<\/strong> \u2013 comunali, associazionistiche come lo Snodar e le Donne della Valpolicella, presenti in sala, imprenditoriali e formative \u2013, segno di una sensibilit\u00e0 comune che riconosce nel <strong>mondo accademico nazionale un punto di riferimento nella valorizzazione del territorio<\/strong>, ne hanno dato conferma anche il sindaco di Negrar, Roberto<strong> Grison<\/strong> e Matteo <strong>Piancastelli<\/strong> di Valpolicella Benaco Banca, che ha ribadito l&#8217;importanza di creare relazioni e di come il<strong> frutto della ricerca debba essere restituito al territorio<\/strong>. Matteo <strong>Tedeschi<\/strong>, direttore del<strong> Consorzio tutela vini Valpolicella<\/strong>, ha ricordato come il dossier di candidatura della <strong>messa a riposo delle uve della Valpolicella a patrimonio immateriale Unesco sia stato chiuso e presentato lo scorso maggio al Ministero della Cultura<\/strong>, che avr\u00e0 180 giorni per esperire l&#8217;istruttoria. Se tutto andr\u00e0 bene, toccher\u00e0 poi alla Commissione Unesco a Parigi esprimersi per la valutazione finale.<\/p>\n<p>Il Premio, che ha avuto uno stop di 3 anni causa pandemia, riconosce il merito della ricerca scientifica di poter pensare e realizzare un\u2019idea di futuro basata su nuove conoscenze e competenze attraverso la premiazione delle migliori tesi di laurea pervenute al concorso. Per questa edizione, sono state <strong>premiati 4 giovani veronesi<\/strong> laureatisi negli anni accademici 2017\/18, 2018\/19, 2019\/20. Ciascuno di loro ha ricevuto un <strong>premio di 1.000 euro<\/strong>, sostenuto da<strong> Cantina Valpolicella Negrar e Valpolicella Benaco Banca<\/strong>. Nel presentare gli autori delle lauree vincitrici, <strong>Silvano Zampini<\/strong>, vicepresidente \u201cVivi La Valpolicella\u201d, ha annunciato la <strong>prossima apertura del bando di partecipazione<\/strong> al \u201c<strong>XXII Premio Vivi la Valpolicella in onore di Marco Accordini\u201d<\/strong> (ulteriori info www.vivilavalpolicella.it).<\/p>\n<p>In ambito Paesaggio, \u00e8\u00a0stato premiato <strong>Edoardo Quarella<\/strong>, di Pescantina del Garda (VR), laureatosi all&#8217;Universit\u00e0 degli Studi di Padova con la tesi \u201c<strong>Impiego di droni per la gestione dei vigneti terrazzati in Valpolicella<\/strong>\u201d, peraltro gi\u00e0 pubblicata da riviste del settore tech. Attraverso dei<strong> rilievi fotogrammetrici con drone di alcune marogne<\/strong>, i terrazzamenti della Valpolicella e con l\u2019utilizzo di<strong> specifici software<\/strong>, \u00e8 stato possibile <strong>calcolare il loro indice RPII<\/strong> (Relative Path Impact Index), che permette di <strong>identificare le zone di maggior criticit\u00e0 nelle quali il deflusso dell\u2019acqua potrebbe causare fenomeni erosivi<\/strong> e minare la stabilit\u00e0 dei terrazzamenti. Grazie a tecnologie all\u2019avanguardia e a basso costo, \u00e8 possibile quindi mantenere e salvaguardare questi manufatti di infinito valore culturale, paesaggistico, agronomico e sociale. Ricordiamo che le marogne della Valpolicella sono state <span lang=\"it-IT\"><strong>iscritte nel luglio 2021 dal Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali nel Registro nazionale dei paesaggi rurali storici<\/strong>, dopo un percorso di candidatura pluriennale di cui \u00e8 stata capofila Cantina Valpolicella Negrar. <\/span><\/p>\n<p>In ambito Viticoltura \u00e8 stata premiato <strong>Marco Signorini<\/strong>, di Pedemonte di San Pietro in Cariano (VR), che ha frequentato un corso Interateneo all&#8217;Universit\u00e0 di Padova, Udine, Verona e Bolzano con la tesi \u201c<strong>Influenza dell&#8217;inquinamento da rame sulla diversit\u00e0 microbica del suolo in un vigneto<\/strong>\u201d, <span lang=\"it-IT\">i cui risultati indicano che la <strong>gestione viticola annessa al rame porta i suoli a variare la propria biodiversit\u00e0 all\u2019interno del vigneto, con aree pi\u00f9 interessate di altre<\/strong> (quelle prese in considerazione sono state sottofila, interfila e capezzagna). Tutto ci\u00f2 pu\u00f2 essere anticamera di studi volti a comprendere gli effetti a lungo termine della contaminazione da rame sulla fertilit\u00e0 del suolo e sul rapporto tra suolo, microorganismi e pianta. <\/span><\/p>\n<p>In ambito Economia e Marketing, \u00e8\u00a0stata premiata <strong>Amanda Cordioli<\/strong>, di Villafranca (VR), laureatasi all&#8217;Universit\u00e0 di Trento con la tesi \u201c<strong>Made in Italy e l&#8217;effetto del Paese d&#8217;origine\u201c<\/strong>, concetto oggi messo in pericolo dalla<strong> contraffazione<\/strong>, applicato in ambito vitivinicolo e nello specifico all&#8217;azienda <strong>Corte Aleardi di Sant&#8217;Ambrogio di Valpolicella<\/strong> (VR), confermandone il valore positivo dal punto di vista commerciale sia in ambito nazionale ma soprattutto estero, per l&#8217;implicito riconoscimento di una produzione legata alla tradizione e al patrimonio culturale italiano.\u00a0Inoltre, \u00e8 stato premiato<strong> Carlo Alberto Vantini,<\/strong> di San Floriano di San Pietro in Cariano (VR), laureatosi all&#8217;Universit\u00e0 di Verona con la tesi \u201c<strong>Esperienza tra branding vitivinicolo e marketing territoriale: il caso Dom\u00ecni Veneti<\/strong>\u201d, in cui ha analizzato il <strong>premium brand di Cantina Valpolicella Negrar<\/strong> e due progetti ideati e condotti dalla cantina,<strong> \u201cLa Scuola nel Vigneto\u201d e \u201cWine Mythology Label\u201d<\/strong>, evidenziando come il marketing territoriale possa creare valore aggiunto ed essere un<strong> risorsa, non solo economica ma anche sociale e culturale ponendosi come finalit\u00e0 la conoscenza della tradizione vitivinicola, la cultura e la storia di un\u2019area territoriale<\/strong> ad enoturisti, appassionati e winelovers, ma anche agli stessi abitanti della zona, che molto spesso non ne sono a conoscenza e soprattutto alle<strong> giovani generazioni future<\/strong>, che hanno il compito di preservare e tramandare i saperi produttivi tradizionali.<\/p>\n<p>Moderato da <strong>Enzo Gambin<\/strong>, direttore Aipo (Associazione interregionale produttori olivicoli), il convegno &#8220;Il valore della ricerca&#8221; ha visto protagonista l&#8217;<strong>archeologa Patrizia Basso<\/strong>, friulana d&#8217;origine e docente all&#8217;Universit\u00e0 di Verona, che ha presentato \u201c<strong>Il vino dal vigneto alla mensa<\/strong>\u201d con i dati del progetto<em> Food and Wine in ancient Verona<\/em> (FaW). Basso ha affermato come la <strong>Valpolicella sia sempre stata centrale per la produzione del vino veronese<\/strong>. Un vino di grande pregio che <strong>imbandiva le tavole di re e imperatori<\/strong> (Augusto beveva solo vino Retico proveniente \u201cdalle terre del dotto Catullo, a nord di Verona\u201d, narrava il poeta Marziale, mentre Cassiodoro raccontava che il \u201cvino Acinaticum, l&#8217;antico Recioto, imbandiva quelle di Teodorico), ed era esportato anche in Germania. Dalle <strong>analisi archeobotaniche<\/strong> effettuate in occasione di scavi e nel terreno in<strong> zona Sant&#8217;Ambrogio di Valpolicella e San Pietro in Cariano<\/strong> sono state trovate tracce di <strong>legno carbonizzato di vite e di olmo<\/strong>, quest&#8217;ultimo albero a cui erano <strong>maritate le viti<\/strong>, nonch\u00e9<strong> pollini di vite e tanti vinaccioli<\/strong> di vite silvestris e vite sativa addomesticata. Nei <strong>calcatoria<\/strong>, le vasche in cui venivano depositate le uve appena vendemmiate sono state trovate<strong> tracce di uva nera<\/strong>. Non sono state trovate anfore interrate, ma<strong> botti di legno<\/strong>, metodo di conservazione del vino usato nelle regioni alpine pi\u00f9 fredde.<strong> Prossimo obiettivo della ricerca sar\u00e0 quello di verificare, attraverso tecniche di estrazione del Dna dei vinaccioli, se c&#8217;\u00e8 continuit\u00e0 tra l&#8217;Acinaticum e il Retico con i vini della Valpolicella di oggi<\/strong>.<\/p>\n<p>Nella foto in alto, da sx,\u00a0C.A. Vantini (premio tesi Economia e Mktg), Daniele Accordini (dg ed enologo Cantina Valpolicella Negrar) Marco Signorini (premio tesi Viticoltura) Matteo Piancastelli (Valpolicella Benaco Banca), Amanda Cordioli (premio tesi Economia e Mktg), Enzo Gambin (direttore Aipo) Silvano Zampini (vice presidente Vivi la Valpolicella) Edoardo Quarella (premio tesi Paesaggio)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cMarco era un figlio della Valpolicella\u201d. 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